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 GEMADI BIOINFORMA

Gemadi Bioinforma è la nostra piccola rubrica, o blog , sul mondo del biologico di cui siamo  sostenitori entusiasti sin dall'inizio della nostra storia. Arricchiremo la pagina di spunti, informazioni scientifiche, novità,  per riflettere insieme a voi sull'importanza  dell'alimentazione sana,  tracciabile ed "eco compatibile", nel rispetto dell'ambiente che ci ospita ed accoglie. Siamo convinti assertori che ci si debba soprattutto prendere cura di ciò di cui ci si occupa, ciascuno per la sua mansione, perchè riteniamo possa essere la via maestra alla crescita ed al progresso costanti.

Aggiungeremo, tuttavia, in questo spazio idee e novità monotematiche non riguardanti il Bio, gli Argomenti- Cult, sforzandoci di renderlo  un luogo d'incontro per tutti coloro che rimangono affascinati ed attratti da una conoscenza che frantumi la monotonia quotidiana, aumenti il corredo di esperienze e dia una visione più allargata della realtà. Una piccola isola  che, nell'overdose dei flussi informativi a cui siamo sottoposti, stimoli la riflessione profonda e l'intuizione personale di ciascuno di noi, 

Un caloroso Benvenuto a tutti!   Bon voyage! E, naturalmente,  Buona navigazione!

 

COSA SIGNIFICA BIOLOGICO?


Praticare agricoltura biologica significa per noi aderire ed implementare un modello di sostenibilità ambientale che preservi e salvaguardi tutto ciò che ci circonda. 

Siamo biologici perchè:

1) l’agricoltura biologica consuma in media il 25% in meno di energia dell’agricoltura convenzionale;
2) l’agricoltura biologica, rispetto all’agricoltura convenzionale, consuma fra un terzo e la metà di energia derivata da fonti fossili( principale causa della produzione dei gas serra) per unità di prodotto realizzato;
3) in agricoltura biologica, oltre a produzioni meno intensive, l’utilizzo di concimi organici e la pratica dei sovesci stimolano l’accumulo della sostanza organica, a sua volta fondamentale per trattenere l’acqua del terreno;
4) l’agricoltura biologica ritiene che una pianta sana in un terreno sano sia più resistente ai parassiti e adotta, quindi, una gamma di metodi naturali per aumentare la fertilità del suolo e la resistenza delle piante a parassiti e malattie;
5) gli alimenti biologici contengono una quantità inferiore di nitrati e di acqua, un maggior contenuto di vitamine, polifenoli e antiossidanti nella frutta e negli ortaggi, mentre  il latte di mucca, ad esempio,  ha livelli maggiori di omega-3, acidi grassi, vitamina E e beta-carotene, tutte sostanze utili nella prevenzione del cancro;
6) in agricoltura biologica attualmente sono solo 42 gli additivi alimentari impiegati, per lo più innocui o tollerabili, contro i 378 del convenzionale, spesso usati per mascherare difetti e carenze di materie prime scadenti;
7) mangiare cibi biologici porta a uno stile di vita più sano;
8 ) il cibo biologico ha un sapore migliore e una maggiore consistenza.

 

POTRA' IL BIOLOGICO CONTRIBUIRE A MIGLIORARE LE  RISORSE ALIMENTARI PER IL PIANETA?


La necessità di aumentare e migliorare nei prossimi decenni le risorse alimentari per il Pianeta è sempre più pressante. Nel 2050 la popolazione mondiale, secondo gli istituti di statistica, toccherà i 9 miliardi di persone e sarà indispensabile nutrirle tutte. 

Il primo assunto da cui partire dovrà essere "dare da mangiare a tutti, in modo sano e sostenibile" rispettando l'adagio " impara a mangiare senza saziarti".

Il mangiare limitato è, prima di tutto, una corretta gestione delle risorse alimentari, ma non solo. Le malattie alimentari ( in primis l'obesità) sono comuni tra i Paesi in via di sviluppo appartenenti al BRIC (Russia, India, Cina, Brasile) . In particolare in India, Cina e Brasile sta aumentado la quantità di alimentazione a discapito dell'attività fisica, che invece diminuisce in maniera costante e va valutata, inoltre, la qualità non eccelsa degli alimenti che si danno da mangiare ad un numero sempre più alto di persone che vivono nelle megalopoli di questi Paesi meno sviluppati.

Ma mangiare limitato è anche il limitarsi ( o preferire) il prodotto nazionale:anzi, pur rispettando le diversità culinarie sarà importante, per il discorso della sostenibilità, abituarsi a consumare a chilometro zero. 

Il biologico ed il biodinamico, le produzioni locali con un occhio all'ambiente, saranno il modo per rispondere alla fame di cibo della Terra.

La grande vetrina italiana EXPO 2015 avrebbe dovuto essere, nella sua mission originaria, la grande occasione di lavoro, discussione e confronto su esempi alimentari positivi, in una cornice di solarità e trasparenza.

Siamo certi che la nostra Nazione non perderà  questa  irripetibile opportunità.

 

PERCHE' SCEGLIERE IL BIOLOGICO PER L'ALIMENTAZIONE?


Una conferma sui benefici del cibo biologico sulla salute umana arriva dagli Usa. E' un' importante ricerca del Cancer Panel, il gruppo di esperti che consiglia l'attuale presidente Usa Barack Obama sui delicati temi oncologici.  

Essa conclude ribadendo che mangiare cibo biologico è un modo efficace per ridurre l’esposizione alle sostanze chimiche pericolose per la salute.

Mentre le ricerche critiche nei confronti del biologico dell’ultimo periodo, spesso sostenute da potenti multinazionali, mirano ad  evidenziare l'equivalenza tra le caratteristiche nutritive dei  prodotti Bio e quelli convenzionali,  cercando di porre sullo stesso piano prodotti in realtà con proprietà distinte, l’autorevole gruppo di ricercatori e medici, esperti di tumori, che consigliano l'attuale presidente Usa, aiuta a mettere in luce un punto fondamentale:

la quantità di residui chimici utilizzati nella produzione agricola, ovvero i pesticidi, hanno un’incidenza terribile sull’insorgere di patologie drammatiche come i tumori.

E se i fattori ambientali sono stati finora “grossolanamente sottostimati”, nell’introduzione lo studio osserva che “con 80.000 sostanze chimiche presenti sul mercato Usa, molte delle quali utilizzate da milioni di cittadini quotidianamente, nonostante siano state finora poco studiate o il cui utilizzo poco regolamentato, l’esposizione ambientale a potenziali agenti cancerogeni è molto diffusa”.
In virtù dei rischi potenziali, il rapporto presenta una serie di raccomandazioni tra le quali “togliersi le scarpe prima di entrare in casa per evitare di portare in casa sostanze tossiche, come i pesticidi”, “filtrare l’acqua del rubinetto”, “utilizzare ceramiche o vetro per riscaldare nel microonde”, “acciaio inox, vetro e bottiglie di plastica rigorosamente BPA free (bisfenolo A, 2,2-bis(4-idrossifenil)propano)”.

Il BPA, in particolare,  è un composto organico con 2 gruppi fenolo, anello aromatico del benzene recante un gruppo ossidrile (-OH) e costituisce un mattone fondamentale nella sintesi di alcune materie plastiche ed additivi.

A proposito del cibo, lo studio spiega chiaramente come “l’esposizione possa essere diminuita preferendo, per quanto possibile, cibo coltivato senza pesticidi o fertilizzanti chimici”.
I rischi da “antibiotici, ormoni della crescita e residui tossici provenienti da mangimi per bestiame” possono essere minimizzati mangiando carne allevata all’aperto e senza farmaci.

Solo la produzione biologica – spiega Christine Bushway, direttore esecutivo della Organic Trade Association – è l’unico sistema che utilizzi la certificazione per ispezionare e verificare che queste sostanze chimiche non vengano utilizzate nelle aziende e giungano nel cibo che portiamo sulle nostre tavole”.


ARGOMENTO- CULT n°1

Fonte:

Noam Chomsky, Professore emerito di neurolinguistica, MIT, Massachussets Institute of Tecnology

Le 10 regole che drogano la nostra mente

La manipolazione mediatica ormai non ha confini. Il consenso politico e quello d’opinione è regolato attraverso ben precise strategie mediatiche che si appoggiano su 10 regole di base. Il noto studioso di neurolinguistica,  Noam Chomsky ha stilato una lista delle 10 regole che vengono utilizzate per drogare le menti, ammaliandole, confondendo in loro ogni percezione, rimescolando realtà e fantasia, evidenza e costruzione illusoria.
Ecco quali sono:

1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione, che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica.
"Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo "Armi silenziose per guerre tranquille").

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni
Questo metodo è anche chiamato "problema- reazione- soluzione".
Si crea un problema, una "situazione" prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare.
Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che sia il pubblico a richiedere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà.
O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3- La strategia della gradualità
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, con il contagocce, per anni consecutivi.
E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come "dolorosa e necessaria", ottenendo l’accettazione pubblica al momento, a cui far seguire un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato.
In primo luogo, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. In secondo luogo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che "tutto andrà meglio domani" e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato.
Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi ed una intonazione particolarmente infantili, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale.
Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? "Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere "Armi silenziosi per guerre tranquille").

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione
Sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, sul senso critico dell’individuo.
Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
"La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti.

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi.
Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione !

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti.
Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il "sistema" ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica.
Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca.
Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso


ARGOMENTO CULT  n° 2


Fonte:

       Gian Antonio Nalin POSOCCO, enotecnico

     IN VINO VERITAS, SE BIO SALUS  

Il vino, bevanda deliziosa al palato e all'odorato, generosa, che riscalda il cuore e da gioia allo stare insieme; millenaria fonte di allegria, celebrato attraverso i secoli ed associato all'amicizia, al successo e alla gioia di vivere potrebbe contenere delle sostanze che possono guastare la salute.

  1. Benefici in dosi moderate, ottimi per la circolazione, il cuore, l'umore e l'appetito, i vini possono assorbire i prodotti con i quali vengono coltivate le vigne e irrorate le viti.
  2. Si ipotizza che la vite già esistesse in Toscana in epoca preistorica e si sviluppasse la coltivazione in tutto il bacino del mediterraneo e medio oriente, gli Assiri furono i primi a commercializzare il vino scambiandolo con le popolazioni limitrofe, gli Egizi lo veneravano come simbolo di vita e di forza, gli Etruschi lo versavano sul fuoco per donarlo agli Dei. I Greci divennero abili produttori e conservavano il vino in grandi giare che aprivano solo in occasioni delle feste. Francesi ed Italiani lo resero celebre in tutto il mondo.
  3. Alla fine dell'800 arrivano dall'America un insetto, la FILLOSSERA e un fungo Peronospora della vite (Plasmopara viticola) che rivoluzionano l'intera viticoltura europea.

 La Fillossera (Phylloxera Vastatrix)  è un insetto, di origine americana, arrivato in Europa alla metà del secolo scorso diffondendosi rapidamente in tutti i vigneti. Il danno, che è determinato dalle punture di questo Afide, si riscontra:
- sulle radici, dove provoca la formazione di galle ( escrescenze) nodose, anche di notevoli dimensioni  e la perdita della capacità assorbente dell’apparato;
- sulle foglie, dove compaiono galle tondeggianti e rugose che erompono verso la pagina inferiore, originando una superficie nodosa ed irregolare.
All'interno delle galle completano lo sviluppo gli stadi giovanili.
Il danno si differenzia a seconda della Vite attaccata:
- se si tratta di Vite Americana, il danno radicale è limitato perché le radici di questa vite sono poco sensibili e reattive alle punture della Fillossera, mentre sono molto reattive le foglie che producono una grande quantità di galle:
- se si tratta di Vite Europea, il danno è sicuramente più rilevante in quanto le radici di queste viti sono particolarmente sensibili e producono galle vistose se punte dall'insetto. Queste galle degenerano e provocano una disorganizzazione grave dei tessuti radicali compromettendo la funzione assorbente. Le foglie, invece, non reagiscono alle punture, per cui la formazione delle galle è poco significativa o completamente assente. Il ciclo biologico della Fillossera, essendo un insetto monoico(con i due sessi ma in apparati distinti) ed eterotopo (completa il ciclo su organi differenti appartenenti di piante appartenenti allo stesso ospite o ad ospiti differenti), si sviluppa interamente sulla vite americana, mentre sulla vite europea compie un anolociclo( successione indefinita di generazioni non nate da fecondazione) con generazioni radicicole (una delle 4 forme adulte della fillossera, gallecola (B), radicicola(D), alata sessupara(F), anfigonica o sessuata). 

Ciclo completo sulla vite americana

L'afide sverna allo stadio di uovo, sui tralci e sui fusti; in primavera (aprile-maggio) nascono femmine partenogenetiche (FONDATRICI) che pungono le giovani foglie, provocando la formazione di galle; all'interno di queste galle si svilupperanno nuove femmine partenogenetiche che continuano il loro ciclo sulle foglie, producendo nuove galle (gallecole).
Da queste galle escono sempre femmine partenogenetiche differenziate:
- alcune, con il rostro più corto, saranno destinate a continuare le generazioni fogliari (da 6 a 8);
- altre, con il rostro più lungo, lasciano le foglie e si portano sull'apparato radicale, dove iniziano le generazioni (8-10) di RADICICOLE.
Queste generazioni si sviluppano  contemporaneamente a quelle delle gallecole; ogni generazione di gallecole, successiva alla seconda, origina delle FONDATRIGENIE a rostro lungo che migrano sulle radici.
Alla fine dell'estate l'ultima generazione di radicicole origina femmine SESSUPARE alate che migrano verso l'apparato aereo, dove origineranno gli ANFIGONICI; questi si accoppiano e producono l'uovo svernante.

Ciclo sulla vite europea

Sulla vite europea, le cui foglie non formano le galle sufficienti per permettere alle fondatrigenie gallecole di completare il loro sviluppo, la Fillossera si stabilisce quasi esclusivamente a livello radicale, con anolocicli o paracicli di radicicole.

La lotta alla Fillossera è, da anni, effettuata mediante una pratica di propagazione: l'innesto di viti europee su portainnesto di vite americana.
Questo metodo di lotta si basa su due presupposti:
- la caratteristica delle foglie di vite europea di non formare le galle per le fondatrigenie;
- la caratteristica delle radici della vite americana di essere resistenti alle generazioni di radicicole.
Tuttavia negli ultimi anni si è registrata la comparsa di sintomatologia fogliari (gallecole) su alcune viti europee (Cabernet, Pinot, Merlot, Verduzzo ed altre) in zone viticole del Nord Italia (Veneto e Friuli). Questo "ritorno" dell'insetto sembra sia dovuto al completamento del ciclo dell'afide, con generazioni di gallecole e di radicicole, rispettivamente su piante europee e sul piede americano. L’ evoluzione deve essere controllata per evitare sviluppi infausti per la viticoltura. La lotta chimica diretta, contro l'insetto, può essere presa in considerazione solo per gli impianti di tipo vivaistico, dove si allevano le piante madri dei portainnesti americani.

La Peronospora della vite (Plasmopara viticola) è un fungo che colpisce le foglie, i germogli, le infiorescenze ed i grappoli; favorito da umidità e piovosità elevata, temperature primaverili > 10 °C ed estive di 20-26 °C.

Le infezioni primaverili si manifestano come macchie d’olio sulle foglie, mentre attacchi massicci estivi provocano macchie clorotiche disposte a mosaico e sul grappolo una deformazione ad “S” del rachide, gli acini subiscono una forte disidratazione, diventano violacei e disseccano. Gli attacchi ai grappoli sono gravi in quanto possono determinare cali quantitativi e qualitativi sulle uve. In primavera le infezioni (sulle foglie) hanno inizio quando si verificano contemporaneamente condizioni climatiche conosciute come la regola dei tre dieci”, sintetizzate come segue: la temperatura minima dell’aria si stabilizza sui 10 °C, i germogli della vite raggiungono i 10 cm di lunghezza, la pioggia caduta nelle precedenti 24 ore deve essere pari ad almeno 10 millimetri. 
Per contrastare la peronospora si ricorre all’impiego di fungicidi di copertura (prodotti a base di rame), dotati di un’azione preventiva, agiscono all’esterno dei tessuti e non sono in grado di bloccare le infezioni in atto, e di fungicidi sistemici, che esplicano un’azione curativa: vengono infatti assorbiti dalla pianta, evitando il dilavamento e traslocati in tutte le sue parti. Generalmente si utilizzano insieme in quanto i prodotti sistemici, se applicati da soli o con una frequenza esagerata, possono instaurare fenomeni di resistenza nel fungo. Con il rame si riesce a controllarlo.

Anche nella fase di trasformazione delle uve non si scherza, il vino è uno dei pochi prodotti che oltre a non recare la data di scadenza (anche se molti vini  possono facilmente invecchiare, altri invece molto meno) neppure riporta l'elenco degli ingredienti e le sostanze usate nel processo di trasformazione. Dagli innocui caolino e bentonite (argille) fino all'isosolfociannato di allile veicolato in paraffina o al ferrocianuro di potassio (fortunatamente in disuso) usato per demetalizzare i vini, (tappo corona) enzimi OGM, attivatori di fermentazione, correttori di acidità, coadiuvanti come il polivinilpirrolidone (PVP, polimero idrosolubile), carboni decoloranti e deodoranti. Per ultima, la regina degli additivi, l'anidride solforosa: spesso definita come "il male indispensabile" ma di cui sono stati verificati gli effetti tossicologici.

Riconoscibile dopo la degustazione con il classico cerchio alla testa (quando in eccesso), usato come conservante, battericida, inibente della fermentazione. é quella sostanza che ha permesso ai moderni alchimisti (enologi) di creare vini brillanti, pallidi ma profumatissimi, conservandoli senza che il tempo ne alteri negativamente le caratteristiche.

Nella conduzione della viticoltura biologica si concima con sostanze organiche e minerali non di sintesi oppure con sovesci di leguminose.
"Concimare elusivamente con concimi chimici equivale ad essere costantemente alimentati da una flebo" in questo modo un agronomo biologico definisce il modo di conduzione convenzionale.
Per la difesa della vite coltivata con metodo biologico i fitofarmaci usati sono: ossicloruro di rame, fitoil (lecitina di soia), zolfo in polvere, zolfo bagnabile, alga marina, piretro di estrazione naturale, propoli, bentonite e per chi lavora col metodo biodinamico si usano anche i preparati (sostanze, vegetali e animali, che vengono attivate attraverso processi cosmici e che hanno azioni benefiche sul terreno e sulle piante). La produzione è inferiore del 20-30% rispetto alla conduzione convenzionale, ma la qualità e la salubrità è nettamente superiore. I trattamenti contro peronospora (fungo) sono fatti con integrazione di propoli per ridurre le quantità di rame e di zolfo. Contro l'oidio (fungo) si usa zolfo in polvere ventilato e/o bagnabile e bentonite. Contro alcuni insetti come la tignola viene usato il bacillus turingensis (il bacillo distrugge il ciclo riproduttivo), il piretro naturale contro l'agente della flavescenza (Scafoideus Titanus) La raccolta delle uve viene fatta manualmente, in cassoni, e trasportata in modo celere in cantina. L'uva viene pigiadiraspata e pressata delicatamente con una pressa sottovuoto. L'intero processo di fermentazione viene regolato con il controllo della temperatura e non con aggiunta di anidride solforosa. Non sono usate sostanze di origine sintetica, ne enzimi o lieviti OGM. Il livello massimo utilizzato per l'anidride solforosa è un terzo di quello dei vini convenzionali e in genere si aggiunge nella fase di imbottigliamento.
Infatti, le dosi massime consentite nei i vini convenzionali sono,160 ml/l per i rossi e 200 per i bianchi mentre nei vini da uve biologiche 60 ml/l per i rossi e 80 per i bianchi. Per i vini senza anidride solforosa, (vero prodotto innovativo) deve essere riportato la dicitura "no sulfites added" in etichetta e sostenuto con un certificato di analisi. Anche il tappo deve essere di origine biologica non sottoposto a lavaggi con cloro, non colorati, non sbiancati o sottoposti a radiazioni, non di materiale plastico e le etichette prive di metalli pesanti.


Nei vini convenzionali sono inevitabilmente presenti i residui di antibotritici. Inoltre nella conduzione convenzionale spesso si attua la raccolta meccanizzata per mezzo aspirante (sempre più diffusa) dove inevitabilmente entrano a contatto con il mosto, foglie, tralci, insetti e quant'altro si trovi sulla pianta.
L’attenzione nella produzione dei vini in generale è migliorata di molto, specialmente con la crescita costante delle produzioni biologiche.
Inoltre negli ultimi decenni il cambiamento delle abitudini alimentari, dei nuovi stili di vita hanno ridotto il consumo di vino pro capite da 120 litri a meno di 50 litri. Si beve meno, ma quello che risulta chiaro  che si può bere meglio.
Mediamente la competenza enologica dei negozianti specializzati in biologico è contenuta, e la Grande Distribuzione Organizzata sta solo ora inserendo il prodotto nei suoi assortimenti. Nella ristorazione e nella distribuzione specializzata (enoteche, wine bar, ecc) la presenza del vino biologico è limitata. Il commercio del vino tradizionale sembra avere paura del vino biologico certificato, dicono: "non ci crediamo, noi vendiamo vino buono e basta" e molti viticoltori biologici sono "costretti" a vendere nelle enoteche senza la certificazione per evitare ostacoli. 

Molti tra i vini biologici degli anni 70 e 80, pur brillando per buona volontà e aspetti salutistici, erano "debolucci" sui valori organolettici, ma le cose sono cambiate e di molto. Per tacitare i più dubbiosi, sono le medaglie e i riconoscimenti che dimostrano la qualità dei vini biologici che i produttori migliori collezionano nei principali concorsi vinicoli nazionali e internazionali. Per limitarci al 2002 sono biologiche alcune medaglie di metallo pregiato al Douja d'or, al Concours Mondial de Bruxelles, al Japan Wine Challenge di Tokio, al Vinitaly di Verona, al Mundus vini di Neustadt, punteggi siderali attribuiti dalla bibbia Wine Spector, i 5 grappoli d'oro dell'Associazione Italiana Somelier e via brindando.

Interessante il riconoscimento di miglior rapporto qualità prezzo del Gambero Rosso.
Ristorazione e distribuzione di vino di qualità cancellino la memoria di qualche bottiglia sbagliata del passato: la produzione nazionale vede ora bottiglie di assoluta eccellenza, su un tessuto medio di prodotti in grado di competere sul mercato. Attualmente l'80% del vino da uve biologiche prodotto in Italia va all'estero dove l'attenzione per i prodotti biologici è più sentita. Il nostro augurio è che anche in Italia, culla del vino buono, del sole, delle colline ricoperte di vigne, si cominci a dare attenzione al vino con certificazione biologica per valorizzarne la qualità, la conduzione ecologica della vigna e in generale, del territorio. Il vino biologico fa bene alla salute se accompagnato ai pasti e in dosi moderate. Fa anche bene allo spirito se bevuto con coscienza. Inoltre fa molto bene alle campagne perché la vite è la seconda coltura per consumo di antiparassitari e concimi chimici del pianeta (dopo il cotone)
Richiedete ovunque siate, al ristorante, al bar, nei negozi, vini da uve biologiche.


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