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 Che cos'e' l'olio d'oliva

L'olio d'oliva è un grasso alimentare vegetale (condimento) derivante dalla frantumazione e spremitura di una drupa vegetale (oliva) previa separazione dalle acque di vegetazione e successivi eventuali elaborazioni( filtraggi, rettificazioni, miscelazioni, ecc.). 

E' un liquido fluido, di sapore ed odore gradevoli, di colore giallo paglierino più o meno verdognolo, che portato a temperatura di circa 16 gradi inizia a formare cristalli di stearina, sempre più abbondanti a mano a mano che la temperatura si abbassa: quando raggiungono 0 °C si rapprendono in una massa granulosa, unguentacea, bianchiccia. La densità degli oli d'oliva misurata alla temperatura di 15 °C è attorno allo 0,916. Il peso di un litro d'olio d'oliva è di circa 916 grammi. Il prodotto è poco solubile in alcol etilico ed è invece completamente solubile in cloroformio, solfuro di carbonio, etere di petrolio, benzolo, acetone, prodotti con i quali dà luogo a soluzioni limpide. Chimicamente l'olio d'oliva è costituito da trigliceridi, ossia acidi grassi esterificati da un alcol. Questi esteri naturali sono formati da una molecola di glicerolo ( o glicerina) combinata con tre molecole di acidi grassi.

In generale i grassi neutri ( o lipidi semplici, o gliceridi) sono sostanze insolubili nell'acqua, formate da glicerolo (o glicerina) ed acidi grassi. La molecola di un qualsiasi acido grasso è costituita da:

- una molecola di glicerolo ;

- una, due o tre, di norma tre, molecole di uno o più acidi grassi differenti legati al glicerolo.

A seconda che il grasso contenga una, due o tre molecole d'acido grasso, si avrà:

- 1 molecola di glicerolo+ 1 molecola di acido grasso = monogliceride ;

- 1 molecola di glicerolo + 2 molecole di acido grasso= digliceride ;

- 1 molecola di glicerolo + 3 molecole di acido grasso= trigliceride .

I trigliceridi possono essere:

- semplici, se contengono tre molecole dello stesso acido grasso ;

- misti, se contengono molecole d'acidi grassi differenti.

Le caratteristiche fisiche ed, in parte, organolettiche dei grassi dipendono dall'acido o dagli acidi grassi presenti nelle loro molecole.

Gli acidi grassi si dividono in due gruppi:

- acidi grassi saturi ;

- acidi grassi insaturi.

A loro volta i grassi insaturi si dividono in:

- acidi grassi monoinsaturi;

- acidi grassi polinsaturi.

Per visualizzare cosa significhi "insaturo" si immagini l'acido grasso come una catena formata da anelli di ferro tutti uguali. Se gli anelli sono tutti ben chiusi , si ha un acido grasso saturo; se uno solo degli anelli è semiaperto, si ha un acido monoinsaturo, se gli anelli semiaperti sono più d'uno si ha un acido grasso polinsaturo. Gli acidi grassi mono e polinsaturi hanno una grande importanza nutrizionale e biologica. I trigliceridi costituiscono dal 95 al 99% dell'olio. Circa il 51 % dei trigliceridi dell'olio d'oliva è rappresentato dalla trioleina ( cioè da trigliceridi dove il glicerolo è legato a tre molecole di acido oleico); nel restante 49%, i gruppi primari del glicerolo sono di norma legati ad acido oleico, mentre il gruppo secondario è legato ad un altro acido grasso: 21 % circa di palmitodioleina ( gruppo secondario legato ad acido palmitico), 7% circa di linoleodioleina (gruppo secondario legato all'acido linoleico), e così via. Appare quindi evidente che parlare di trigliceridi significa parlare anzitutto degli acidi grassi in essi contenuti.

L'olio d'oliva a differenza dei grassi animali, è costituito soprattutto di acidi grassi insaturi. Esso contiene soprattutto l'acido oleico ma anche gli acidi grassi polinsaturi detti essenziali, che non possono essere sintetizzati dall'organismo umano, che  vanno assunti come tali nella dieta e che hanno percentuali perfettamente equilibrate simili a quelle presenti nella componente lipidica del latte materno. In un olio extravergine di oliva di altissima qualità i grassi sono pressochè tutti trigliceridi, mentre in un olio vergine di oliva è comunque sempre presente una piccola quantità di sostanze diverse.

Una parte degli esteri naturali componenti l'olio può scindersi in determinate condizioni e per effetto di enzimi, generando acidi grassi (radicali ) liberi. I radicali liberi sono facilmente aggrediti dall'ossigeno atmosferico con la conseguente formazione di perossidi, dalla scomposizione dei quali derivano, di norma, le sostanze carboniliche come i chetoni e le aldeidi ( rilevabili dalla reazione di di Kreiss) che conferiscono all'olio odore e sapore di rancido. Si possono riscontrare negli oli di oliva vergini anche dei composti carbonilici a basso peso molecolare, sintetizzati direttamente dal frutto, che contribuiscono in maniera rilevante alla formazione dell'aroma. Il più importante di tali composti è il 2- esenale, aldeide dotata di un piacevole aroma erbaceo, tipico degli oli a fruttato intenso. L'olio d'oliva, come gli altri oli alimentari di origine vegetale, è composto dunque quasi interamente dalla parte saponificabile dei lipidi, che fornisce all'organismo umano circa 9,3 calorie per grammo. La sensazione tattile più o meno densa dell'olio, di maggiore o minore fluidità , può essere in rapporto alla composizione chimica ( presenza di di percentuali diverse di acidi grassi meno fluidi) ma non modifica l'apporto calorico totale. L'olio d'oliva però è molto condente e consente perciò un limitato consumo.

La parte dell'olio d'oliva non rappresentata dai triglieridi costituisce una percentuale complessiva tra lo 0,5 e l'1,5%, che è la fonte principale della nota aromatica, cioè dei profumi e del sapore degli oli pregiati. L'olio d'oliva già durante la fase d'estrazione dal frutto , trascina con sè numerose altre sostanze che prendono globalmente il nome di "insaponificabili ".

SOSTANZE ANTIOSSIDANTI


Tutti i grassi tendono ad ossidarsi, cioè ad "irrancidire" e contengono, in quantità diverse , sostanze che contrastano l'irrancidimento( sostanze antiossidanti), che però in alcuni casi possono essere distrutte da manovre meccaniche e trattamenti chimici; gli oli extravergini di oliva, non manipolati in alcun modo, sono particolarmente ricchi di sostanze antiossidanti. Le sostanze che svolgono primariamente tale ruolo sono i tocoferoli, raggruppati sotto il nome generico di "vitamina E". E' d'estrema importanza, affinchè i tocoferoli possano svolgere una efficace azione antiossidante , che, in qualsiasi grasso, esista tra le quantità di acidi grassi e di vitamina E presenti un rapporto che, secondo Hove ed Harris, non deve mai essere inferiore a 0,79. Nell'olio d'oliva tale rapporto è pari ad 1,87,- quindi nettamente superiore a quello necessario per assicurare l'azione antiossidante-, mentre risulta inferiore in quasi tutti gli altri oli vegetali. Ma all'azione protettiva contro l'ossidazione partecipano anche i "polifenoli". Nell'olio vergine di oliva i polifenoli variano dai 50 ai 500 milligrammi per chilo: sono sostanze solubili sia in acqua (molto) sia in olio (poco), cioè sono "anfotere". Per il metabolismo cellulare sono sostanze di rifiuto, eliminate quindi come "scarti": nella cellula vegetale si fissano alla membrana che ricopre la gocciolina d'olio, grazie, appunto, alle loro proprietà anfotere, ed è per tale motivo che vengono trascinate nell'olio durante la sua estrazione. Oltre che nel frutto, sono reperibili anche in altre parti della pianta, sotto forma di glucosidi.

I polifenoli comprendono un vasto gruppo di sostanze, i "biflavonoidi", largamente diffuso in natura: tipici dell'olio d'oliva sono i flavonoidi (ortodifenoli) tirosolo ed idrossitirosolo ( derivati dalla demolizione del principio amaro delle olive, il glucoside "oleoeuropeina").

Nel gruppo degli antiossidanti compaiono anche numerosi acidi dotati di tale attività: l'acido ferulico,l'acido vanillico, l'acido cumarico, l'acido protocatechico.

Le sostanze fenoliche non si limitano a svolgere un'azione antiossidante, ma concorrono in modo non secondario a formare il "bouquet" degli oli vergini. Infatti, mentre gli oli prodotti con olive appena giunte a maturazione (ricche di sostanze fenoliche) hanno un netto sapore di fruttato tendenzialmente amarognolo, quelli prodotti con olive molto mature (povere di sostanze fenoliche) hanno un sapore scarsamente aromatico, più neutro, che dà una sensazione di dolcezza.

I fenoli sono responsabili in gran parte del gusto amaro dell'olio d'oliva, che tuttavia non deve essere eccessivo, perchè ciò renderebbe l'olio poco accettabile: solo una "punta" di amaro completa il fruttato e contribuisce a rendere l'olio più gradevole. 


SOSTANZE AROMATICHE

Sono le sostanze, volatili alla temperatura del palato umano, che conferiscono all'olio il suo aroma specifico. Appartengono alle più svariate classi di composti chimici: idrocarburi. terpeni, aldeidi, chetoni, eteri, derivati del furano, derivati del tiofene, esteri e così via. Le analisi cormatografiche effettuate sullo "spazio di testa" (l'area sovrastante gli oli conservati in un recipiente chiuso) hanno rilevato che è soltanto l'insieme che costituisce l'armonico complesso da cui scaturisce il "flavor" specifico di ciascun olio, non riconducibile e collegabile viceversa alle singole componenti.

La gascromatografia fornisce l' "aromagramma" con oltre un centinaio di picchi, ciascuno corrispondente ad una diversa sostanza, la cui miscela fornisce l'aroma definito "fruttato", collegato dal nostro inconscio all'olio d'oliva. 

Nei diversi oli il numero e la sequenza dei picchi rimangono sempre uguali, ma i loro rapporti quantitativi cambiano, formando le sfumature d'odore e di sapore che distinguono un olio dall'altro.

Desideriamo evidenziare come non esista alcun rapporto tra la quantità di una qualsiasi sostanza aromatica presente nell'olio e l'importanza che essa ha nella formazione dell'aroma stesso: ciò perchè la sensibilità olfattiva verso le singole sostanze è molto varia. Vi sono composti che vengono percepiti anche se presenti in piccole tracce, altri che , pur presenti in dosi molto più elevate, lo sono in misura di gran lunga minore. Per esempio, l'acido butirrico è percepito con una intensità olfattiva 10.000 volte superiore a quella dell'acido oleico. Se per percepire la presenza dell'acido oleico ne occorre 1 mgr per chilo di grasso, per l'acido butirrico ne basta 0,0001 mgr.

Le sostanze aromatiche sono in buona parte già presenti nel frutto, ma altre se ne formano durante durante l'estrazione e la conservazione dell'olio. 

Una notevole influenza ha il punto di maturazione della drupa: c'è un momento in cui la spremitura delle olive dà un olio avente un elevato contenuto di sostanze aromatiche ( e quindi un maggior aroma di fruttato), mentre lasciando maturare ulteriormente l'oliva si ottengono oli sempre meno fruttati. 

PIGMENTI

L'olio d'oliva deve il suo colore alla presenza di particolari sostanze coloranti, i pigmenti, appartenenti ai carotenoidi ed alle clorofille.

I carotenoidi comprendono i caroteni, sostanze che conferiscono agli alimenti che li contengono un colore giallo- rosso. Il nome deriva dall'essere stati "isolati" per la prima volta dalle carote, ma sono diffusissimi nel mondo vegetale. I caroteni ( distinti in alfa, beta, gamma, delta; il betacarotene è il più comune) sono le proto-vitamine A, perchè si scindono nel fegato dando luogo alla formazione della vitamina A. Altri pigmenti affini ai coroteni, ad esempio le xantofille ed il licopene, conferiscono all'olio una colorazione più nettamente gialla. 

I carotenoidi sono presenti nell'olio d'oliva in quantità molto variabili: se la tonalità giallo-rossastra è pronunciata possono essere presenti anche in misura di 400-500 ppm.

Le clorofille, distinte in alfa e beta, sono presenti in tutto il mondo vegetale, perchè sono l'intermediario indispensabile che consente alle piante di fabbricare carboidrati utilizzando l'energia solare. Le clorofille sono responsabili della colorazione verde dell'olio d'oliva, che può contenerne in quantità molto variabili (da 1 a 10 ppm), in dipendenza del grado di maturazione delle olive e delle tecniche di estrazione. L'olio "verdone" (ottenuto con il rimacino dalle sanse e la superpressione) può contenerne sino a 50 ppm e gli oli estratti con i solventi (nei quali le clorofille sono perfettamente solubili) arrivano a contenerne 150 ppm.

Con l'invecchiamento, gli oli perdono la tonalità verde a causa della distruzione della clorofilla. Data la sua composizione chimica, che non contiene eccessi di acidi grassi polinsaturi a catena multipla( i quali si trasformano facilmente in perossidi), l'olio d'oliva resiste bene al calore: anche a quello elevato necessario per certi tipi di frittura.

Le considerazioni sul confronto del diverso punto di fumo dei vari oli vegetali sono in realtà prive di fondamento. Non è accertabile in misura soddisfacente una temperatura connessa col punto di fumo, né assoluta né media, riferita ad un certo tipo d'olio (d'oliva, di arachidi, di semi, ecc.) in quanto tale temperatura può notevolmente cambiare da campione a campione nei  vari tipi, ma anche in funzione della pressione atmosferica, dell'umidità ambientale e di altri parametri. 

Il burro, che contiene acqua, fuma a modesta temperatura emettendo vapore d'acqua, ma brucia a calore elevato. Gli oli che non contengono quantitativi di acqua fumano per condensazione dell'umidità atmosferica provocata dai radicali liberi surriscaldati che evaporano ( molecole allo stato di vapore che funzionano come centri di condensazione). Il punto di fumo è rappresentato dal momento in cui il calore, accelerando la combinazione dei grassi con l'ossigeno dell'aria, favorisce la formazione di composti ossidati che presentano inconvenienti sia per il gusto che per la salute. Questo momento indica, quindi, la soglia di pericolosità connessa all'intensa formazione di perossidi ed a fenomeni di polimerizzazione: una soglia che si deve evitare di raggiungere e non si deve comunque varcare.

L'olio d'oliva è soggetto a deperibilità dovuta soprattutto all'ossidazione ed all'irrancidimento. Può essere conservato correttamente , nelle confezioni in commercio, per 18 mesi, purchè venga mantenuto in ambiente con escursioni termiche non eccessive e venga protetto dall'azione della luce, del calore e dell'aria. 

Sono ideali recipienti opachi e ben chiusi, come le lattine o le bottiglie di vetro nero o comunque di tinta scura, che spesso non sono gradite al consumatore che desideri vedere l'aspetto del prodotto. 

Il vetro trasparente, ottimo per la protezione dall'aria e piacevole d'aspetto, non protegge dall'azione della luce. Soluzione: avvolgimento della bottiglia con carta o fogli metallici.


 Il nostro Olio

Nel periodo che intercorre tra metà ottobre e metà novembre le nostre olive vengono raccolte nell'uliveto di famiglia con abbacchiatori elettrici di ultima generazione. Portate direttamente al frantoio vengono "molite a freddo" nelle prime dodici ore attraverso un procedimento a bassa temperatura, l' unico che garantisca il mantenimento delle qualità organolettiche del prodotto.

Perseguendo scrupolosamente e contemporaneamente igiene e qualità l'olio viene travasato in fusti di acciaio inox dove vien lasciato decantare naturalmente, affinchè le particelle contenute in sospensione si depositino sul fondo ed il prodotto finale  diventi limpido.

L'Olio biologico extravergine di oliva "GEMADI" non viene quindi ulteriormente filtrato, ma si raffina per naturale decantazione. Le tracce di deposito che si potrebbero trovare sul fondo delle confezioni sono un'ulteriore garanzia di genuinità e purezza.

Sottoponiamo il nostro olio biologico ai rigorosi tests chimico-fisici, previsti dalle vigenti normative europee, presso il CALAB, laboratorio ufficiale della Camera di Commercio- Cosenza, lo confezioniamo e siamo pronti a servirlo sulla vostra tavola, partner insostituibile nella vostra cucina.

L'Olio Biologico Extravergine di oliva "GEMADI", dalla bassissima acidità sovente inferiore allo 0,3%, ha fragranza raffinata, leggera, delicata  ma un fruttato intenso che lo rende particolarmente indicato per "le crudità", dal pesce alle insalate, dal roast-beef ai carpacci, a qualunque pietanza si voglia irresistibilmente arricchire di gusto e sapore.

Attende ora  di essere degustato sulla vostra tavola!

 

LE CULTIVAR

L'OLIO BIOLOGICO EXTRAVEGINE DI OLIVA "GEMADI"  è ottenuto esclusivamente dalle  cultivar presenti in azienda, Dolce di Rossano, Frantoio, Leccino, Pendolino,  attentamente curate nel corso dell'anno e potate senza traumi o eccessi.

 

ANALISI CHIMICO- FISICHE OLIO BIOLOGICO EXTRAVERGINE DI OLIVA  "GEMADI"

                                                                                                                                                        Limite

Valore medio Acidi Grassi Liberi (Acidità)         0.3%( acido oleico)                                    Max 0.8

Valore medio Numero di Perossidi                    6-10 meq O2/Kg                                          0.20

Valore medio Polifenoli totali                             150-190 mg/Kg (acido caffeico)

Valore medio Etil Esteri degli acidi grassi        10-20 mg/Kg                                                Max 30

(EEAG)

Valore medio Analisi Spettrofotometrica nell'U.V:

K 232                                                                      1.70-2.10                                                       Max 2.5

K 270                                                                      0.10- 0.15                                                      Max 0.22

Delta K                                                                   0.00                                                               Max 0.01

 Legenda Parametri:

Acidità: indica un'alterazione di tipo lipolitico espressa in grammi di acido oleico su 100 grammi di olio (%);viene determinata tramite titolazione acido-base, non è percepibile a livello organolettico. il limite di acidità per un olio extravergine di oliva è 0.8%, ma in un olio di qualità i valori sono decisamente più bassi. Valori vicino al limite indicano problemi insorti durante la filiera produttiva, quali olive troppo mature, o attaccate dalla mosca olearia, o conservate a lungo, etc.etc. .

Perossidi: indicano un' ossidazione di tipo ossidativo, sinonimo di degradazione ed invecchiamento, espressi in milliequivalenti di ossigeno attivo per chilo di olio (meq O2/Kg). Il limite relativo al numero di perossidi è 20, al di sopra del quale l'olio è definito lampante. Un valore è già buono si aggira intorno ai 10-14. Un numero di perossidi vicino al limite indica un processo di ossidazione primaria già avviato ed irreversibile, mentre un basso numero di perossidi non è necessariamente legato a qualità elevata, in quanto si può essere già in presenza della fase secondaria dell'ossidazione, in cui i perossidi si sono decomposti in aldeidi e chetoni, che danno la sensazione di rancido.E' quindi necessario accompagnare l'analisi dei perossidi con l'esame spettrofotometrico.

 Costanti spettrofotometriche

Il K232, il K270 e il DK vengono determinati con lo spettrofotometro in laboratorio mediante lettura degli assorbimenti a 232 e 270 nanometri. I limiti per un olio extravergine sono 2,5 per il K232, 0,2 per il K270 e 0,01 per il DK. L’analisi spettrofotometrica evidenzia processi di raffinazione o fenomeni di ossidazione e invecchiamento dell’olio. Un aumento del K232 evidenzia un’ossidazione primaria, con formazione di perossidi, mentre un aumento del K270 evidenzia un’ossidazione secondaria, con formazione di aldeidi e chetoni.
 

Alchil esteri: composti organici che si originano dall’esterificazione di acidi grassi con alcoli; più elevati sono i precursori (acidi grassi liberi, alcol etilico e metilico), maggiore è la probabilità di avere elevati valori di etil e metil esteri nell’olio, indice di bassa qualità e scarsa attenzione verso le corrette pratiche agronomiche e tecnologiche di produzione (olive danneggiate, o troppo mature, o stoccate in maniera non corretta e/o per periodi abbastanza lunghi).Oltre all’acidità libera (acidi grassi liberi che si originano per azione delle lipasi), un alto valore di alcol etilico è legato a processi fermentativi che si instaurano nella fase di conservazione delle olive(olive ammassate, in condizioni di umidità relativa e temperatura elevate),mentre un valore elevato di alcol metilico può essere dovuto alla trasformazione di olive surmature, dato che l’attività degli enzimi endogeni che idrolizzano le pectine aumenta con la maturazione.

Polifenoli: composti che conferiscono all’olio stabilità, qualità nutrizionali e salutari, ma appartenenti ad  una famiglia assai variegata e diversificata. La  classe chimica dei polifenoli si distingue tra fenoli lipofili (i tocoferoli), rinvenibili in altri oli e grassi di origine vegetale  e fenoli idrofili,  quasi un’esclusiva dell’olio extra vergine d’oliva. Continuare, quindi, a parlare di contenuto totale di polifenoli è troppo semplicistico. Sono efficaci solo  i polifenoli propri ed esclusivi dell’extra vergine ( ad esempio, l’oleuropeina e l’idrossitirosolo), scientificamente considerati gli unici modulatori della salute umana. Esiste poi una correlazione tra il contenuto di polifenoli e l’ossidazione dell’olio. Un olio extravergine ricco di polifenoli idrofili dura di più nel tempo, conservando  caratteristiche chimiche e organolettiche di un olio “novello”. I tocoferoli ( i fenoli lipofili rinvenibili in tutti gli oli di origine vegetale, anche in quello di semi) hanno, invece sulla stabilità dell’olio, un effetto di gran lunga inferiore rispetto a quello dei fenoli idrofili, rinvenibili esclusivamente nell’olio extravergine d’oliva. Le proporzioni tra i vari polifenoli presenti nell’olio extravergine, mutano sensibilmente anche le qualità benefiche e sensoriali dello stesso. Molte ricerche mettono in relazione il contenuto totale di polifenoli con le sensazioni di amaro e piccante, anche se c’è da sottolineare che ogni varietà, ogni zona di produzione e le stesse tecniche agronomiche e estrattive possono indurre modificazioni nei rapporti fra i vari polifenoli presenti nell’olio. In linea generale si concorda nel ritenere che un olio con la massima sensazione di piccante, è un olio con la massima concentrazione di fenoli idrofili. Dimostrazioni “in vivo” e non solo “in vitro” (attraverso cioè analisi di laboratorio), hanno dimostrato i benefici sulla salute umana dei fenoli idrofili dell’olio extra vergine d’oliva. Infatti, tra le sottofamiglie di fenoli idrofili c’è quella attiva nell’inibire l’aggregazione piastrinica nel sangue, quella con effetto antitrombotico e preventivo contro l’arteriosclerosi, quelle che, per alcune forme di cancro, riducono la proliferazione delle cellule tumorali. E’ ovvio, naturalmente, che parlare dell’olio extra vergine come di un cibo miracoloso o medicinale, è fuorviante e può creare false attese tra i consumatori. Tuttavia, è innegabile che il consumo di olio extravergine d’oliva, unita ad una sana dieta alimentare, apporta positivi effetti sulla salute umana, in particolare se il contenuto di idrossitirosolo e derivati, non quindi la quantità totale di polifenoli, è superiore ai 250 mg/ 1000 gr di prodotto.

Effetti Benefici

L'olio biologico extravergine di oliva Gemadi è il grasso vegetale ideale non solo a crudo ma anche nelle pietanze preparate a caldo e specialmente per i fritti che richiedono il riscaldmento a temperature elevate del veicolo di cottura e quindi una resistenza di quest'ultimo alla polimerizzazione ed alla ossidazione, per evitare effetti dannosi alla salute. L'olio biologico extravergine di oliva Gemadi, per la delicatezza della sua fragranza, per il suo equilibrato contenuto in acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, per la sua digeribilità, ha benefici effetti sulla peristalsi e sul flusso biliare, quindi sull'intera funzione intestinale.

Indicazioni gastronomiche

L'olio biologico extravergine di oliva Gemadi è particolarmente raccomandato ed indicato per la gastronomia tradizionale: quelle delle bruschette e delle panzanelle, degli spaghetti aglio e olio; quella delle minestre e delle zuppe d'ortaggi e legumi, con il tocco finale di olio crudo; quella delle infinite varietà di insalate; e poi degli umidi, dei brasati, degli arrosti, delle salse, dei ragù, dei sughi, come condimento che influisce sul sapore dei cibi  e garantisce una cottura morbida, in quanto veicolo di calore che rosola ( brasatura, salto, rosolatura), cuoce a vapore (stufatura) arrostisce in modo ideale, per il privilegio esclusivo di non essere termolabile, di conservare cioè a caldo le proprie qualità; quella delle gustose croccanti fritture.

L'olio biologico extravergine Gemadi può essere raccomandato inoltre per molte  ricette classiche rivisitate dalla gastronomia moderna anche internazionale: il "gazpacho", minestra fredda di verdure crude condita con olio extravergine di oliva; le minestre cotte con crostoni fritti all'olio extravergine di oliva; le casseruole di pesce stufato; gli stufati e gli arrosti d'agnello all'olio extravergine di oliva; le fresche e ricche insalate della Grecia; le specialità meridionali, come il riso alla provenzale; la "brandade de morue" (spuma di merluzzo); la "ratatouille nicoise"(misto di peperoni ed altre verdure saltate all'olio extravergine di oliva); le "salades nicoises" (insalate miste di verdure cotte e crude, tonno, olive snocciolate, uova); la "pissaladière" della cucina francese (pizza di cipolle ed olive insaporita con olio extravergine di oliva).

L'olio biologico extravergine di oliva Gemadi, per il suo fruttato dolce, è inoltre particolarmente indicato per i cibi dal sapore delicato, quali salse e pesce in umido.

 


 


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